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Informatica e programmazione

Informatica e programmazione

Informatica e programmazione (8)

Pro e contro del noleggio computer PC

Le aziende hanno la necessità di utilizzare strumenti altamente tecnologici, in linea con il proprio lavoro e il proprio portafogli. In particolare nel caso dei computer, per evitare di rallentare il lavoro e di renderlo più difficoltoso ai collaboratori e dipendenti, è necessario fare uso di dispositivi al passo con i tempi, che siano prestanti e super efficienti.

Una simile condizione tuttavia, potrebbe richiedere un grosso dispendio di risorse economiche, soprattutto se occorre avere computer sempre aggiornati, sia per quanto riguarda l’aspetto hardware che software. Esiste per fortuna un’alternativa all’acquisto, che possa farti risparmiare tempo e denaro.

Si tratta del noleggio operativo.

A tal proposito, hai mai pensato di noleggiare i PC computer necessari per svolgere la tua attività nel migliore dei modi?

Per chi non lo sapesse, sono molte le situazioni in cui noleggiare un computer risulta essere più conveniente rispetto all'acquisto o al leasing.

Ha molti vantaggi da offrire ai clienti, per una gestione del lavoro efficiente, veloce e multifunzione.

Tutti i vantaggi del noleggio operativo PC

Rispolveriamo innanzitutto il concetto di noleggio operativo: si tratta di una formula che consente all’azienda di utilizzare dei beni (nel nostro caso computer, notebook, laptop, stampanti.tablet, smartphone, eccetera) all’interno dei propri uffici, senza doverci rimettere alcun investimento iniziale.

L’unico obbligo del cliente è pagare un canone periodico che può essere ad esempio mensile o trimestrale.

In questo modo puoi utilizzare i dispositivi informatici di cui necessiti senza investire somme esose iniziali e godendo di una garanzia a lungo termine.

Analizziamo ora più da vicino i vantaggi nei dettagli:

1. Investimento pari a zero

Con il noleggio di un computer, non dovrai investire somme esorbitanti di denaro per acquistare beni strumentali. Potrai impiegare la liquidità a tua disposizione per investire in operazioni più redditizie come il marketing, il magazzino prodotti, il personale etc.

2. Fiscalità agevolata

Lo sapevi che noleggiando il PC puoi beneficiare di uno sgravio in ambito fiscale? Lo stato ti dà infatti la possibilità di detrarre fino al 100% la rata del bene noleggiato.

Come si dice gergalmente, puoi scaricare le spese che affronti per il nolo dal pagamento delle tasse, andando così ad ammortizzare le uscite a lungo termine.

3. Garanzia sui prodotti presi a noleggio

Un altro vantaggio degno di menzione concerne la garanzia (in alcuni casi anche per tutta la durata del noleggio) offerta dall’azienda a cui ti affidi.

Qualunque cosa accada, è l’azienda che corre ai ripari, offrendoti assistenza, riparazione e sostituzione del (o dei) computer, in base alle tue esigenze.

In questo modo andrai anche a risparmiare sul costo delle eventuali riparazioni che avresti dovuto affrontare nel caso i computer fossero stati tuoi (come ben sai quando acquisti un bene, avrai diritto alla garanzia limitata ad 1 anno, o in alcuni casi 2 come per i consumatori finali, ma mai di più ).

Un notevole risparmio considerato che i altre circostanze, le spese sarebbero di gran lunga maggiori.

4. Intervento immediato in caso di problemi

Sai bene che quando compri un computer, se si rompe e lo porti in assistenza, sei costretto ad attendere diversi giorni prima di veder tornare il computer in azienda.

Oltretutto devi anche crearti il problema di sostituire il dispositivo portato in assistenza con un pc funzionante, per non impedire ai tuoi collaboratori di continuare a lavorare.

Ebbene questo problema non sussiste quando utilizzi dispositivi in noleggio.

Le aziende di nolo infatti, nel momento in cui vengono chiamate per ipotetici guasti o rotture, intervengono nel giro di massimo un paio di giorni lavorativi.

E qualora poi, la riparazione dovesse richiedere più tempo, molte aziende provvedono loro alla sostituzione immediata del prodotto potrai continuare a lavorare senza problemi.

5. Ipotesi di riscatto a fine noleggio

Qualche scettico pensa che la formula del noleggio PC sia per certi versi convenienti, ma per altri, no perché non si diventa mai proprietario del computer usato.

In vero, alcune aziende di nolo, propongono un contratto di noleggio Pc che permette al termine della sua durata, al cliente, di poter riscattare il dispositivo, dietro un irrisorio pagamento.

Se quindi il cliente si è trovato molto bene con quel PC e non è interessato ad usare un nuovo prodotto più moderno, ma desidera tenersi quello usato fino a scadenza di contratto, può riscattare il computer di suo interesse dietro piccolo pagamento (pari ad una X percentuale dell'importo del noleggio).

Quali sono gli svantaggi del noleggio operativo?

Può essere mai che il noleggio operativo non ha degli svantaggi?

Diciamo che questa formula presenta dei contro a seconda della tua attività, e di quelle che sono le tue necessità.

Se ad esempio lavori con il computer e necessiti di dispositivi aggiornati ogni tot mesi, il noleggio non fa al caso tuo perché ti vincola ad un determinato dispositivo per un periodo di tempo troppo lungo rispetto alle tue esigenze.

In tal caso sarebbe uno svantaggio per l’utilizzo che devi fare tu dei dispositivi informatici. C

osì come svantaggio diventa dal punto di economico se di contro, non hai bisogno di frequenti cambiamenti, ma ti occorre un pc, anche non troppo moderno, per funzionalità basiche.

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Come funziona un software di tombola o bingo online?

Cominciamo con il chiarire subito che stiamo parlando di un settore fortemente controllato e disciplinato da normative molto rigorose: stiamo parlando di giochi online con vincite in denaro, quindi non si scherza. In Italia, tutte le società di software di tombola o bingo online devono essere approvate da ADM, l’amministrazione delle dogane e monopoli di Stato che nel nostro Paese ha l’autorità di consentire o meno a queste società di operare nella più completa legalità.

Naturalmente, esistono anche degli operatori che NON potrebbero operare in Italia, perché dotati di licenze europee rilasciate da altri regolatori, ad esempio la Gambling Commission inglese. Altri siti di bingo, più spregiudicati, hanno licenza rilasciata da Alderney Gambling Control Commission (Channel Island of Alderney) o hanno la sede legale nell’Isola di Man, dove si ottengono molte facilitazioni fiscali.

Ma torniamo a noi, come funziona un software di bingo online? Tutti amiamo una bella partita a tombola, magari sotto le feste di Natale con tutta la famiglia riunita a casa della nonna. C’è anche chi si appassiona ai giochi online con vincite in denaro e preferisce farsi una partitina sul computer o in mobilità con il proprio smartphone o tablet: questi bisogni sono stati soddisfatti da giganti del settore come Playtech, Virtue Fusion e Cozy Games. Queste software house hanno fatto profitti colossali progettando e vendendo software di bingo online e non solo, anche slot machine, poker rooms e tutto il resto.

Sviluppare un software di bingo online

I software di bingo online girano su un tipo di interfaccia click and play. Un generatore di numeri casuali viene utilizzato per estrarre i numeri, o le "palline", come dicono gli appassionati. Molti software utilizzano cartelle 5x5 o più grandi, a seconda dell'obiettivo del gioco. In alcuni giochi di bingo online, vincere significa coprire uno schema predeterminato sulla cartella, non solo linee rette. Questo aggiunge divertimento e interesse visivo per i giocatori. Il bingo, tuttavia, non ha bisogno solo di estrazioni e cartelle per procurare divertimento, perché le versioni online di questo gioco sono solitamente più semplici da seguire e incoraggiano ancora più interazione tra i giocatori. Non è raro, dopo una vittoria, vedere i giocatori congratularsi a vicenda nella chat che la maggior parte dei siti online offre. Quindi, gli sviluppatori di software di bingo online devono pensare anche a questo, occorre predisporre un ambiente di interazione tra partecipanti.

A differenza del tradizionale bingo in casa o in sala, i giocatori online sono incoraggiati a chattare dai siti di bingo per garantire la permanenza e il ritorno dei giocatori. Gli sviluppatori di software di bingo online utilizzano diversi linguaggi di programmazione per il web design per garantire che tutto questo avvenga in velocità e senza intoppi tecnici. La fidelizzazione è importante anche online... con le chat bingo i giocatori hanno una sensazione di cameratismo e comunità in tutto il mondo, e questo è in realtà un vantaggio rispetto ai tradizionali giochi terrestri, in cui di solito è richiesta la tranquillità e solo le persone nelle immediate vicinanze possono raggiungere la sala da bingo per giocare.

Battere il software di bingo online, è possibile?

In ogni progetto di elettronica o software che abbia a che fare con i numeri, a un certo punto si finisce sempre a parlare di statistica, o di “big data”, per dirla in maniera più moderna. Un analista matematico, Joseph E. Granville, partendo dalle sue strategie di successo per i mercati azionari utilizzate da migliaia di persone, ha svolto una ricerca sistematica sul gioco del bingo: Granville era uno che amava fare le cose in grande, è andato così tanto avanti da convincersi di aver trovato il sistema infallibile per vincere al bingo o alla tombola. Con set di semplici istruzioni, passo-passo, questo studioso ha impostato delle procedure da seguire per trasformare automaticamente qualsiasi partita a bingo in favore del giocatore. Sembra impossibile? Se lo è, o non lo è, non saremo di certo noi a dirlo. Una cosa è certa: ai giorni nostri, quando anche le partite a tombola e bingo si sono spostate sul web, sono moltissimi i giocatori alla ricerca di strategie per battere i software di bingo online.

Purtroppo non a tutti è chiaro il significato della parola CASUALE: è questa la chiave per scoprire le probabilità che esistono di vincere il gioco del bingo o della tombola, che sia offline o online. Nel caso di quest’ultimo, le palline colorate, in corso di elaborazione dal software, spuntano fuori a caso. C’è qualcosa di più, dietro questo software e la generazione casuale dei numeri? Molto probabilmente, anzi sicuramente no.

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Come creare una app di scommesse e pronostici

Il business dei giochi con vincite in denaro è cambiato drasticamente negli ultimi 25 anni, a causa della cosiddetta rivoluzione digitale. Ai giorni nostri, per giocare sperando di vincere qualche spicciolo esistono molte soluzioni come i casinò online, i siti di bingo online e le app di scommesse e pronostici. Proprio di quest’ultima categoria vogliamo parlarvi in questo articolo, dove vi spiegheremo come creare una app di scommesse sportive.

Partiamo da un quadro generale per contestualizzare la situazione. Secondo l'ultimo rapporto rilasciato, l'industria del gioco d'azzardo nel mondo dovrebbe raggiungere circa 565 miliardi di dollari entro il 2022. Si tratta di un budget da capogiro.

Lo sviluppo di app per scommesse e pronostici può essere impegnativo e richiedere molto tempo. Gli ostacoli da superare prima di andare online sono molteplici e per qualcuno addirittura insormontabili. I motivi principali che fermano gli sviluppi dei progettisti software con in testa l’idea di sviluppare una app per scommettere sono rappresentati dall’obbligo di detenere una licenza per il gioco d'azzardo, ne serve una diversa per ogni paese del mondo in cui si intende operare. Ci sono poi le restrizioni degli app store, che bloccano alcuni temi “sensibili” incluso il gioco d’azzardo.

In questo articolo, tratteremo i temi collegati alle sfide poste dalla creazione di un'app per le scommesse e pronostici, vedremo anche quali sono le funzionalità di base che non possono mancare.

Come creare una app di scommesse e pronostici

Sul tema licenza non entreremo nel dettaglio, è meglio affidarsi agli esperti e d’altra parte siete su un sito di ingegneria elettronica che tratta di informatica e software, non siamo certamente uno studio legale e quindi non abbiamo titoli per dare consigli su questo. Ci limiteremo solo a dirvi che ottenere una licenza per un'attività di scommesse può essere piuttosto impegnativo e costare molto. In Italia l’autorità che rilascia queste licenze si chiama ADM (Amministrazione Dogane e Monopoli) e si trova a Roma. Per richiedere una licenza ADM occorre esaminare in anticipo tutte le regole e le restrizioni in vigore e far sì che gli sviluppatori dell’app di scommesse e pronostici seguano le relative linee guida specifiche. La licenza è obbligatoria quando si raccoglie denaro, dal momento in cui si raccolgono scommesse: i siti di recensioni siti di scommesse, comparazione e consigli non hanno bisogno di una licenza ADM.

Pubblicare l’app su Android Play Store e Apple App Store

Nel luglio 2017, Google ha annunciato che gli sviluppatori possono pubblicare app di gioco d'azzardo sul Play Market dedicato agli utilizzatori Android. Questa è già una buona notizia perché prima di quella data non era questo il caso. Tuttavia, esistono ancora normative rigide per impedire ai giovani utenti di scaricare app di questo tipo. Ad esempio, è necessario disporre di una licenza di gioco d'azzardo del paese di destinazione. Inoltre, il Play Market insiste sul fatto che gli editori dovrebbero rendere gratuite le loro app di scommesse.

Per pubblicare un’app di scommesse sull'App Store, occorre seguire le regole fornite da Apple. Sono abbastanza simili a quelli di Google. Ad esempio, qualsiasi app di scommesse dovrebbe essere collegata a un'azienda con una licenza e avere un cosiddetto geo-recinto.

Sviluppo design UI/UX

Molti degli interessati lettori di questo articolo si saranno già chiesti la fatidica domanda, ovvero come creare un'app di scommesse e pronostici che porti molti utenti? È necessario prestare attenzione al design UI/UX, che deve essere intuitivo e intuitivo.

Secondo le ultime tendenze, le applicazioni di scommesse dovrebbero avere un'interfaccia semplice, senza elementi inutili che possono distrarre gli utenti. Tuttavia, è comune integrare piccole animazioni. Ad esempio, non è sconsigliato aggiungere movimento o transizioni animate tra le schermate. Gli utenti sono creature visive, quindi occorre prestare attenzione al design per offrire valore agli utenti finali. È meglio collaborare con designer qualificati che possono creare un'interfaccia di qualità.

Tema collegato allo sviluppo dell’interfaccia è senz’altro la scelta di un valido pacchetto di hosting: anche il miglior progetto può essere rovinato da un hosting lento o non correttamente configurato.

Il team e le tecnologie

Chiudiamo questo focus sulla creazione di un’app di scommesse e pronostici valutando quali sono le necessità del team da allocare allo sviluppo e con quali tecnologie questo deve essere realizzato. Lo sviluppo di una app di scommesse richiede uno sforzo congiunto di vari specialisti. Ecco i membri del team (possono variare a seconda delle esigenze del progetto): business analyst, project manager, UI/UX designer, 1 o 2 sviluppatori iOS, 1 o 2 sviluppatori Android, sviluppatore back-end, responsabile QA.

Bene, cari amici, siamo arrivati in fondo a questo articolo dove abbiamo trattato i temi collegati alle sfide poste dalla creazione di un'app per le scommesse e pronostici, abbiamo visto anche quali sono le funzionalità di base che non possono mancare. Se decidete di cimentarvi in questa sfida, vi auguriamo tanta fortuna e buon lavoro.

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Redis: che cos’è e cosa sa garantire

Redis: che cos’è e cosa sa garantire

In ambito informatico può capitare di sentir parlare di Redis, il quale viene indicato come una soluzione particolarmente performante e d’avanguardia, ma di cosa si tratta?

Con ogni probabilità i professionisti del settore sanno già molto bene cosa sia Redis, tuttavia definirlo ed illustrarne i punti di forza può risultare difficile a chi non ha competenze specifiche e non sa cosa significhino le varie terminologie tecniche; cerchiamo dunque di presentare Redis in maniera semplice affinché qualsiasi lettore possa capire cosa sia.

La storia di Redis, una creazione tutta italiana

Prima di entrare nel dettaglio, un po’ di storia: Redis ha una storia piuttosto recente, essendo stato pubblicato in produzione per la prima volta nel 2009, e la sua nascita rappresenta peraltro un vanto “Made in Italy”.

Un ricercatore italiano, infatti, era intento a sviluppare un progetto finalizzato al reperimento di dati relativi agli accessi ai siti Internet in tempo reale, un obiettivo che non poteva essere raggiunto con un database tradizionale e che richiedeva appunto delle tecnologie innovative.

Fu proprio questa la “scintilla” che fece nascere Redis, il quale oggi è considerato un punto di riferimento imprescindibile per molti dei più importanti siti Internet del mondo.

Che cos’è Redis?

Redis è un database, ovvero un sistema di immagazzinamento di dati, dunque un elemento fondamentale per mettere online un qualsiasi sito Internet; mentre la grande maggioranza dei siti è munito di un database MySQL, questo è un database di tipo NoSQL.

I database MySQL memorizzano i dati su disco o su SSD, invece questo database di tipo NoSQL prevede un innovativo sistema di ricerca dati a dizionario che consente di bypassare la canonica ricerca del dato all’interno del disco; il nome Redis, difatti, nasce proprio dalla denominazione Remote Dictionary Server.

È utile sottolineare inoltre che Redis è un database di tipo open source, dunque è un software non protetto da copyright che, essendo liberamente modificabile, è soggetto a costanti migliorie che vengono scaricate in automatico.

Che cosa sa garantire questo innovativo database?

Il particolare funzionamento di Redis si traduce in delle performance eccezionali: grazie a questo database, infatti, un sito web riesce a garantire dei tempi di risposta davvero minimi, rendendolo così assolutamente eccellente da questo punto di vista.

È utile sottolineare, peraltro, che Redis è associabile a tutti i più diffusi CMS, acronimo con cui si indicano i Content Management System, ovvero appunto i sistemi di gestione dei contenuti.

Le opportunità di scelta a livello di CMS sono molteplici e il più diffuso in assoluto è WordPress, essendo un sistema molto intuitivo nel suo utilizzo e, allo stesso tempo, anche molto performante; se si vuol realizzare un sito web, dunque, procurarsi un hosting WordPress Redis come quello proposto da tophost.it significa garantirsi delle performance davvero estreme.

In quali casi è opportuno utilizzare Redis?

Far ricorso a Redis può dunque essere la soluzione ottimale per siti Internet che registrano dei volumi di traffico altissimi, o comunque che richiedono un’esperienza di navigazione ai massimi livelli possibili, non a caso Redis viene largamente utilizzato nei servizi di Home Banking, nei videogiochi, in siti Internet istituzionali, solo per fare alcuni esempi.

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Software WMS, come funzionano? Pro e contro

Software WMS, come funzionano? Pro e contro

La digitalizzazione dei processi è un aspetto fondamentale per le aziende e, in questi ultimi anni, ha subito un’impennata improvvisa. In questo articolo analizziamo cos’è un WMS (Warehouse Management System), le sue funzioni specifiche e le modalità d’uso.

Tralasciando per un momento le necessità e le esigenze specifiche di ogni singola azienda, nei magazzini esistono delle fasi operative valide per tutte le imprese. Ebbene i programmi WMS svolgono le funzioni necessarie a supportare i processi in ogni magazzino, indipendentemente dall’ambito industriale in cui opera.

Cos’è un wms e come funziona?

I WMS vengono usati nei magazzini e hanno il compito di monitorare la movimentazione delle merci stoccate e la loro posizione, così da avere una panoramica chiara sulla giacenza e sulla disponibilità. In un magazzino manuale il software WMS supporta l’intera gestione operativa di tutti i flussi fisici, dal controllo della merce fino alla spedizione finale per i clienti.

Il sistema WMS deve interfacciarsi con l’ERP (Enterprise Resource Planning), che invece si occupa principalmente della parte amministrativa, contabile e fiscale relativa al magazzino. Il WMS deve interfacciarsi anche con altri software usati per i sistemi automatizzati di stoccaggio e di movimentazione presenti nel magazzino.

Il WMS si può acquistare presso aziende specializzate che offrono soluzioni hardware e software complete, oppure può essere realizzato internamente all’azienda. In questo secondo caso però si allungano i tempi ed è richiesta una maggiore specializzazione.

Fondamentalmente il WMS deve incorporare tutte le logiche del funzionamento del magazzino da supportare. Il primo step fondamentale è quindi effettuare un’azione di macroanalisi, che consente di individuare in un documento tutte le funzionalità del software richieste dall’utilizzatore finale. Utente e fornitore devono quindi lavorare fianco a fianco per personalizzare il software secondo le necessità dell’azienda, senza modificare le logiche del funzionamento.

Struttura del software e funzionalità principali

Da un punto di vista strutturale, il WMS presenta un’architettura software di tipo client-server. In pratica il server WMS è collegato ad un host e a degli access point presenti nel magazzino, per scambiare informazioni utili in tempo reale tramite dispositivi mobili. Questa soluzione, risultando estremamente versatile e personalizzabile, può adattarsi tranquillamente dalle grandi multinazionali fino alle PMI.

Le funzionalità possono quindi essere plasmate secondo le esigenze di ogni azienda, indipendentemente che sia grande o piccola o dall’ambito commerciale.

La prima funzionalità è la gestione della merce in entrata, che può essere catalogata e controllata più facilmente. Tutte le informazioni raccolte vengono confrontate con l’ordine ricevuto, per accertare che non ci siano errori. La fase operativa è gestita dal WMS che dialoga in modo efficiente con l’ERP, velocizzando i processi.

Il WMS supporta l’allocazione della merce, che va collocata in determinate posizioni nel magazzino a seconda della tipologia, delle dimensioni e delle caratteristiche. Utilizzando delle strategie pianificate, si preserva lo stato di conservazione di ogni prodotto.

Altra funzione importante del WMS è il controllo dello stock e la relativa gestione. Questo step contribuisce ad avere una panoramica generale sulle scorte e sulle giacenze, evitando problemi di obsolescenza, rotture di stock, scarsità o eccedenza di prodotti.

Infine il WMS si occupa della gestione delle merci in uscita e quindi dei processi di spedizione, che comprendono gli ordini inviati ai clienti, il trasferimento dei prodotti da un magazzino ad un altro o i resi ai fornitori. In questa fase risultano fondamentali operazioni come: picking, picking multi-ordine, uscita di contenitori completi, invio di automezzi e consolidamento degli ordini.

Vantaggi del WMS

Un’azienda che si dota di un software WMS può accedere ad una serie di benefici tangibili, a partire dall’ottimizzazione dei tempi relativi alla movimentazione delle merci. Ogni società può gestire la merce secondo la tecnica più indicata (FIFO, LIFO, FEFO ecc.) e naturalmente si riducono anche i tempi relativi all’evasione degli ordini.

Nei magazzini l’ottimizzazione degli spazi significa risparmio di tempo, riduzione dei costi e massimizzazione della produzione. Il WMS consente di razionalizzare gli spazi, poiché ogni prodotto può essere stoccato ovunque e facilmente individuato da qualsiasi operatore.

Ne consegue una riduzione dei supporti cartacei, a tutto beneficio degli operatori che possono lavorare in modo più efficiente e con meno stress. C’è la possibilità di consultare i dati di giacenza in tempo reale e di avere a disposizione statistiche aggiornate sulle effettive prestazioni del magazzino.

Infine si azzerano quasi del tutto gli errori di tipo manuale, poiché le operazioni vengono confermate tramite un sistema automatico, con una riduzione importante dei costi nascosti.

Svantaggi del WMS

Pur essendo pochi, è opportuno analizzare anche gli svantaggi legati al WMS. I costi di acquisto e le successive personalizzazioni sono abbastanza alti e possono rappresentare un ostacolo soprattutto per le piccole e medie imprese. I tempi di implementazione inoltre possono risultare piuttosto lunghi.

È innegabile che ci possa essere qualche difficoltà in fase di start-up, ma in tal caso è opportuno parlare più di investimento che di spesa. Ragionando sul medio-lungo periodo infatti l’investimento si trasformerà rapidamente in risparmio. È però importante affidarsi ad un’azienda esperta e capace di guidare all’installazione personalizzata del software con un elevato livello di precisione e professionalità.

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Programmazione in Python: come funziona e come imparare le basi

Uno dei settori professionali che si è maggiormente espanso negli ultimi anni è quello della programmazione informatica. La figura del programmatore, infatti, è tra le più richieste, in quanto rappresenta colui il quale è materialmente in grado di ‘costruire’ l’architettura di un sito web, utilizzando un apposito codice di programmazione.

La conoscenza dei diversi ‘linguaggi’ utilizzabili per la creazione di pagine e siti costituisce un requisito professionale fondamentale per chiunque intenda intraprendere la carriera da programmatore informatico; in particolare, è bene avere familiarità con uno dei linguaggi più utilizzati, il Python.

In questo articolo vedremo quali sono le sue caratteristiche fondamentali e come imparare i principi di base e le funzionalità.

Cos’è il linguaggio Python

Il Python è un linguaggio di programmazione sviluppato dall’olandese Guido Van Rossum; la prima versione risale al 1991 mentre le più recenti sono state rilasciate a cavallo tra il dicembre 2020 e il febbraio 2021.

Dal punto di vista strettamente tecnico, il Python viene definito come un linguaggio di “alto livello”; in parole povere, ciò vuol dire che il codice è caratterizzato da un elevato livello di astrazione ed è in grado di gestire tutti gli aspetti del programma.

Ciò nonostante, è piuttosto semplice da usare - è adatto anche a chi si approccia alla programmazione senza particolare esperienza - ed è molto versatile, in quanto può essere adoperato per sviluppare applicazioni, ma anche per eseguire test, calcoli ed implementare funzioni di scripting.

Tra le caratteristiche principali di Python figura la molteplicità del paradigma; il linguaggio, infatti, ne supporta diversi, dalla programmazione strutturata a quella ‘object oriented’ (funzionale alla definizione di oggetti software in grado di interagire reciprocamente).

Le principali caratteristiche

Il Python fa ricorso ad una sintassi semplice, facile sia da leggere che da scrivere, soprattutto grazie ad una minore presenza di costrutti sintattici che invece caratterizzano altri linguaggi, come ad esempio il C o il Pascal.

Altra prerogativa del Python è la versatilità, in quanto si tratta di un linguaggio multipiattaforma che gira su diversi sistemi operativi senza particolari problemi; nello specifico è compatibile con GNU/Linux, Windows, Unix e MacOS. In aggiunta, l’ampia dotazione di librerie e framework rende questo linguaggio facilmente sfruttabile in tanti ambiti differenti.

Una delle particolarità del Python è la cosiddetta indentazione, necessaria quando si scrive materialmente il codice di un programma. Rispetto ad altri linguaggi, infatti, ogni segmento non viene limitato da un comando (come ad esempio begin e and) né viene incluso tra due parentesi graffe (come prevede la prassi per C e Pearl).

I codici scritti con linguaggio Python prevedono che ogni sezione progressiva sia indentata, ossia presenti un rientro (composto da un certo numero di spazi) rispetto al margine sinistro, così da dividere più chiaramente le componenti del codice.

Come imparare a programmare in Python

Come già accennato, conoscere il linguaggio Python - tra i più sfruttati nell’ambito della programmazione informatica - è fondamentale per inserirsi in un settore in crescita ma molto competitivo come quello dei programmatori.

Per apprendere le caratteristiche e le funzionalità di questo linguaggio, si possono seguire diverse strade. La prima è quella di intraprendere un percorso di studi universitari, iscrivendosi ad una facoltà di informatica, facendo attenzione alla disponibilità di corsi specifici dedicati alla programmazione.

In alternativa, ci si può orientare verso appositi corsi per programmare in Python organizzati da enti specializzati come Puntonetformazione. Percorsi formativi di questo tipo sono accessibili anche a chi non ha alcuna nozione della programmazione informatica e prevedono una equilibrata integrazione tra parte teorica e pratica. È consigliabile, ad ogni modo, orientarsi verso corsi che assicurino un adeguato numero di ore di formazione e prevedano il rilascio di un attestato di certificazione autorevole e riconosciuto.

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Pacchetti hosting: le soluzioni ideali per chi non conosce i linguaggi di programmazione

Pacchetti hosting: le soluzioni ideali per chi non conosce i linguaggi di programmazione

Poche settimane fa abbiamo parlato, in quest’articolo, dei linguaggi di programmazione, i quali hanno un ruolo assai importante nella realizzazione di siti Internet e nel web design in generale.

Ma la conoscenza di questi linguaggi è indispensabile per poter realizzare un sito Internet?

Sicuramente chi ha dimestichezza con HTML e altri linguaggi ha modo di effettuare anche modifiche molto specifiche ai siti web e di effettuare svariate personalizzazioni grafiche di livello professionale, tuttavia è assolutamente possibile mettere online un sito web curandone i contenuti e scegliendo tra diversi layout strutturali.

Come si può creare e gestire un sito Internet senza conoscere i linguaggi di programmazione

In tale ottica giocano un ruolo fondamentale i cosiddetti CMS, Content Management System, delle piattaforme che consentono appunto di gestire i contenuti del sito, da intendersi sia come contenuti testuali che multimediali, in maniera agevole e senza dover metter mano alla struttura tecnica del sito web.

Nel momento in cui si realizza il sito web, quindi quando si acquista il classico pacchetto composto da dominio e hosting, il CMS di interesse deve essere installato; questa operazione non è oltremodo complicata, tuttavia chi non ha esperienza può avere qualche intoppo.

Oggi i webmaster che intendono gestire un sito Internet pur senza avere competenze in termini di programmazione possono bypassare agevolmente anche questo step, scopriamo come.

Come si può evitare di installare manualmente il CMS

Alcune società specializzate in servizi hosting offrono la possibilità di acquistare dei pacchetti che includono, oltre ad hosting e dominio, anche un CMS preinstallato, ciò significa che il sistema di gestione dei contenuti non deve essere installato manualmente. Anche in questi casi, è utile sottolinearlo, il CMS si aggiorna costantemente proprio come nelle versioni scaricate in modo manuale, di conseguenza non c’è alcuna differenza a livello di performance. Non c’è davvero alcun dubbio, dunque, sul fatto che il pacchetto “hosting + dominio” con CMS preinstallato sia la soluzione migliore per i webmaster meno esperti, o comunque per chi vuol gestire il proprio sito web in modo pratico ed efficiente.

A livello di costi, le differenze tra pacchetti tradizionali e quelli inclusivi di CMS preinstallato sono davvero esigue, e questa è un’ulteriore ragione per scegliere tale formula.

WordPress, il CMS più diffuso e più semplice da gestire

A questo punto è doveroso chiedersi quale sia il CMS più diffuso, e nel rispondere non c’è davvero alcun dubbio: WordPress.

WordPress è il CMS più diffuso a livello mondiale da ormai diversi anni, come confermato da diverse statistiche di livello internazionale, ciò indica in modo inequivocabile il fatto che può vantare molteplici punti di forza, su tutti la praticità di utilizzo e la possibilità di strutturare il sito in modo efficace e funzionale.

Gli esperti di Web Marketing, peraltro, sanno molto bene che i siti Internet realizzati in WordPress sono ottimali per ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca, un risultato che dipende da una molteplicità di fattori, ma che ha nell’installazione di un buon CMS una preziosa base.

Aziende specializzate in servizi hosting come Flamenetworks propongono, tra le varie proposte, anche dei pacchetti che includono oltre al dominio e al relativo hosting il CMS WordPress già installato, i cui aggiornamenti vengono scaricati tempestivamente in maniera automatica, senza l’esigenza di azioni manuali.

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I linguaggi di programmazione nel web design: quali sono i più utilizzati

I linguaggi di programmazione nel web design: quali sono i più utilizzati

Chi studia per diventare web designer si ritrova sulla scrivania manuali e guide pieni zeppi di diciture e linguaggi tecnici da memorizzare e soprattutto da imparare ad usare sul lavoro. Tra quelli fondamentali per il Web Design, ce ne sono tre che sono considerati la base della materia. Parliamo di HTML, CSS, Javascript.

Un bravo designer del web, che ha maturato la giusta esperienza e le giuste conoscenze del settore, soprattutto grazie ad un corso web designer di spessore, sa che la creazione di una pagina web necessita di cure particolari per rendere la grafica piacevole alla vista ed allo stesso tempo leggera da leggere e da “masticare” per tutti i motori di ricerca.

Questi linguaggi di programmazione che abbiamo appena citato in intro rendono più agevole e facile l’ottimizzazione del sito dal punto di vista grafico e non solo.

Il professionista lavora meticolosamente per aggiungere effetti, scorciatoie ed animazioni alle pagine del sito, rendendole adatte alla navigazione.

Quello che faremo qui di seguito è provare a spiegare l’importanza dei suddetti linguaggi di programmazione in ambito “web design”.

HTML: la base fondamentale delle pagine Web

Partiamo dall'analisi del primo linguaggio, considerato come l’asse portante di una pagina web.

Stiamo parlando dell'HTML che serve a creare la struttura di base delle pagine Web. L’acronimo sta per Hyper Text Markup Language, (tradotto come linguaggio di marcatura degli ipertesti).

Il riferimento è quindi palese ai Markup Tags, ovvero ai comandi che si utilizzano per l’impiego di questo linguaggio, e agli “ipertesti”, che invece rappresentano l’insieme dei documenti e dei media collegati tra loro tramite dei link.

L'HTML di oggi, come cioè lo concepiamo ora, non è come quello usato negli anni precedenti.

Nel corso del tempo la tecnologia si è evoluta, e le recenti versioni di HTML hanno progredito nelle loro funzionalità.

Tra le ultime versioni citiamo HTML5, che circa una decina di anni fa ha apportato modifiche ai Markup Tags rispetto al precedente HTML4, ormai obsoleto in quanto nato nel “lontano” 1999.

Il linguaggio HTML serve, detto in parole povere, ad inserire su un sito web testi, immagini, documenti, form di contatto, collegamenti. E’ quindi l’amalgama che mette insieme tramite codice tutti i pezzi che formano una pagina web e quindi un sito web.

Grazie all’HTML puoi altresì inserire mappe di Google, video di YouTube, form contact e molto altro.

È per questo che un web designer deve conoscere l'ABC del linguaggio HTML, e tutto per costruire la base del sito.

In seguito per favorirne un buon posizionamento in SERP dovremo svolgere accurato lavoro di SEO OnPage, utilizzando i Markup Tags in modo strategico.

Linguaggi XML e XHTML

Sempre facenti parte della famiglia del linguaggio di HTML, abbiamo i linguaggi XML e XHTML, rispettivamente eXtensible Markup Language ed eXtensible Hyper Text Markup Language.

Essi vengono invece impiegati per la creazione di Markup Tags personalizzati.

Da citare è anche l'HAML, che viene utilizzato per rendere più rapida la stesura del codice HTML attraverso dei programmi chiamati preprocessori.

CSS per modificare il sito e renderlo esteticamente piacevole

Con il CSS procedi allo step successivo, ovvero modifichi la grafica ed il template del sito e lo rendi piacevole alla vista oltre che funzionale alla navigazione.

CSS, acronimo di Cascading Style Sheet (il cui parallelo in italiano è foglio di stile a cascata) è un linguaggio grazie al quale si possono realizzare dei documenti.

All’interno di questi ultimi si possono poi elencare le caratteristiche estetiche delle pagine Web. Solo utilizzando un CSS è possibile realizzare un Responsive Design.

Più semplicemente i vari template si adattano ai display e dispositivi che si stanno utilizzando.

Se fino ad ora credevi che con il CSS si potesse unicamente modificare un colore, uno sfondo del sito o un carattere testuale, è giunto il momento di ricredersi. Grazie al più recente CSS3 è possibile definire animazioni, transizioni, sfumature, sfondi multipli, trasformazioni 2D e 3D.

Quando un Web Designer comincia ad impiegare questo linguaggio di programmazione, può sbizzarrire la sua fantasia, ogni immagine nella sua mente può prendere forma per rendere splendido in sito web, non solo agli occhi di chi glielo commissiona ma anche agli occhi dei potenziali Clienti.

Javascript: utilizzare le animazioni e gli effetti speciali

In ultimo c’è da considerare il linguaggio Javascript. Viene spontaneo chiedersi a cosa serve, considerato che ormai i linguaggi di programmazione sono in grado di far modificare un sito web da ogni punto di vista.

Con Javascript è amplificata la portata degli “effetti speciali” inseriti nel sito. Si tratta infatti di un linguaggio di scripting legato ad oggetti ed eventi. In questo modo è possibile rendere interattive le animazioni, o anche è possibile renderle attive in base a come si comportano gli utenti che navigano sul sito.

Se non hai capito come si impiega o come si applica Javascript ti portiamo un esempio.

Pensa a quei siti in cui scorrendo verso il basso con il cursore, il menu di navigazione rimane fermo in alto nella pagina. Si tratta di un effetto speciale che si può creare solo grazie a Javascript.

La stessa cosa vale per tutti quei siti in cui è possibile cliccare sui bottoni “Torna su” o “leggi tutto” presenti in quasi tutte le pagine Web, o quando si sfogliano le varie foto di Gallery e Slideshow.

Se con il CSS crei la base delle animazioni, con Javascript le rendi possibili, veritiere, utilizzabili e ottimizzate per la navigazione degli utenti da una pagina all’altra.

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